Gen
07
Filed under (Argomenti vari) by Blog Admin on 07-01-2012

 

SANTACOSTA, drink cool – be cool
Cari amici lettori diVini assaggi, oggi voglio raccontarvi una frizzante storiella su come la mente dell’appassionato di vino è subdolamente influenzabile dal chiacchiericcio.
Quando anni fa iniziai a lavorare come cameriere, il vino che si vendeva o meglio che si consigliava nel ristorante dove esercitavo, era un vino privo di etichetta, fresco, ma senza pretese. Un vino beverino, senza struttura e senza nessun tipo di aspettative.

Da questa esperienza, iniziò il mio vagabondare tra i vari ristoranti cosiddetti di “massa” e ristoranti di “qualità”. Girovagando iniziai a prendere coscienza del mondo di Bacco, e come un folletto saltellavo di qua e di là e ascoltavo molto attentamente i giudizi degli esperti e dei clienti per capire se quel vino era buono o non era buono se piaceva o non piaceva.

Da quel momento iniziai a catalogare i vini, non in base al mio palato, ma in virtù del palato altrui e della fascia di prezzo; orbene, però, da che mondo è mondo, iniziavo a fare esperienza, giravo tra ferie enogastronomiche, frequentavo corsi, stringevo rapporti amicali con viticoltori ed enologi.

Quando un bel giorno, dinanzi ad una degustazione guidata (tenuta da “esperti”), mi fecero provare un vino, che a detta loro era un prodotto sublime, affascinante,maestoso; cosa buffa però che al mio palato sembrava tutto altro.

A quel punto chiesi al mio compagnio di banchetto cosa ne pensasse del vino che ci stavano propinando in degustazione e come per magia la mia sensazione era diversa da quella degli esperti e simile a quella del compagno di banco.

Bhè allora da quel momento capì che i vini non dovevano apprezzarsi per costo e per chiacchiericcio, ma bisognava concentrarsi e attraverso al proprio gusto personale valutarli.
Ora vi starete chiedendo a cosa è servita questa storiella buffa…!!!???
Orbene è servita perché questa estate, mentre pranzavo presso il ristorante Athena (Paestum), un viticoltore, ( titolare del vino che io consigliavo all’inizio della mia carriera lavorativa, poi abbandonata qualche anno fa per cambio lavoro), si alzò dal suo tavolo e mi offrì un bicchiere del vino che lui produce: Greco 2010 azienda Santacosta (Bn). Rimasi stupito in primis del gesto di cortesia, ma in secundis di come quel vino, la bottiglia, l’azienda avesse cambiato e rivoluzionato tutto. Una bottiglia giovanile, carina, un vino fresco, pulito, lineare, senza pretese ma con un appeal da gran signore.
Azienda Santacosta, guidata magistralmente dal suo titolare Giuseppe Pagano, il quale è riuscito a dare una nuova linfa ed una nuova identità all’azienda di famiglia, creando il marchio Santacosta, una linea fresca, giovanile.
Ho apprezzato la linea Santacosta non solo per la sua estetica, ma anche e soprattutto per i suoi prodotti, infatti ho avuto modo di assaggiare il Greco 2010 ( vedete sopra), ma anche la “Falanghina frizzante”, una bella scoperta per chi lavora con aperitivi, e pesce crudo. Un prodotto che si presenta al naso con profumi netti, ma non complessi e al palato è di buona freschezza e persistenza. Un altro prodotto che ho avuto il piacere di degustare è il “Piedirosso frizzante”, dove al naso si sente in modo molto autorevole una buona frutta matura, mentre al gusto è gentile, fresco, consigliabile su una bella grigliata di pesce in riva al mare;
Insomma l’azienda Santacosta è una di quelle realtà amate da pochi, ma invidiate da tutti.

Consigliata assolutamente.

Per conoscere meglio il mondo Santacosta visitate il sito www.Santacosta.com

Rapporto qualità – prezzo: Buono

Fascia di prezzo in enoteca: dai 5 ai 10 €

Valutazione complessiva: Buona


Angelo ZARRA
Associazione enogastronomica diVini assaggi

Dic
22
Filed under (Argomenti vari) by Blog Admin on 22-12-2011

Cenone di fine anno al ristorante “Brezza Marina”, località Laura di Capaccio – Paestum.

Dic
06

 

Dessert: Crema di ricotta di bufala maturata,

cioccolata al rum,

granella di meringa e frolla di riso;

servita con marmellata di peperoncino in cialda di
cioccolato e culis di fichi d’india.

Chef Vittorio Celentano del ristorante Aquablu del Nettuno beach – Paestum

 

 

 

Seppia fritta in olio extra vergine di oliva,

croccante al mais,

su cime di 
rape saltate ,al profumo di aglio cilentano selvatico,

con pane azzimo di Avena 
al nero di 
seppia. 

Sono piatti creati pensando alle intolleranze alimentari poichè le materie 
prime ci vengono offerte spontaneamente da terre -mare del cilento

Dic
05
Filed under (Argomenti vari) by Blog Admin on 05-12-2011

In un Primitivo giorno Nebbiolo, alle falde del Montepulciano, accadde una Italica storia.
Un Piccolit Merlot, di nome Muller, che aveva un Piedirosso, sdraiato su un prato di Erbaluce, se la dava con una Corvina Veronese sotto un albero di Ciliegiolo facendo ingelosire una Brunetta Rondinella.
Salti da Grillo faceva il Bellone Gaglioppo, qunado con l’Ucelut Carricante, Pigato in posizione Pecorino, in Groppello le Tokai la Bonarda Passerina della Olivella Favorita.
Frappato e Dolcetto fu il momento quando Fiano Fiano elle gli fece un Aleatico Bombino graffiando la Pelaverga con un Asprinio Canino e poco Monica e tutta Vespolina, Schiava del Durello e Brunello Calabrese una Lacryma versò.
Che Vernaccia per San Gimignano, con alito Aglianico esclamarono due Cortesi passanti, un Greco ed un Friulano; Malvasia se Sangiovese vedesse questa di Troia gli Ribollerebbe il sangue e Giallo gli diventerebbe.
La Biancolella Forastera dopo essere stata scorta, con le Guernacce Rossignole si Girò, e Bonardina bonardina come una Volpe con la Coda tra le gambe nel Bosco se ne andò.

 

Camillo Di Muro

Associazione “OpenWine”

 

jammJamm ja’: Benvenuti a Castellabate un set tra cielo e mare
Nord e sud uniti nel gusto: matrimonio tra Gorgonzola e “Zizzona”
Alessandro Siani diventerà cittadino onorario di Castellabate

In occasione delle riprese di Benvenuti al Nord, che si terranno a partire dal 4 settembre, il Comune di Castellabate, l’assessorato all’Agricoltura della Provincia di Salerno e il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, hanno organizzato una serie di eventi dal titolo “Iamm ja’: benvenuti a Castellabate un set tra cielo e mare” che si svolgeranno a Castellabate dall’1 al 9 settembre, con una giornata conclusiva ricchissima di eventi.

Il film Benvenuti al Sud, campione d’incassi della scorsa stagione cinematografica, si svolge e conclude a Castellabate quando Alberto (Claudio Bisio) e sua moglie (Angela Finocchiaro) salutano il postino Mattia (Alessandro Siani) e gli altri protagonisti del film, prima di ripartire per il nord. Da Castellabate prende il via anche il sequel, Benvenuti al Nord. Questa volta è Mattia a partire assieme alla sua famiglia, da Castellabate verso Milano.

Proiezioni cinematografiche. Per tre giorni Villa Matarazzo a Santa Maria sarà un “cinema sotto le stelle” interamente dedicato alla proiezione dei film girati a Castellabate e nel Cilento: si parte il 2 settembre con “Cavalli si nasce” per la regia di Sergio Staino. Il 3 settembre verrà proiettato “Noi credevamo” di Mario Martone. La tre giorni si concluderà il 4 settembre con “Benvenuti al Sud” di Luca Miniero. Le proiezioni, ad ingresso gratuito, avranno inizio alle 20.30.

L’ambiente e l’enogastronomia del Cilento saranno al centro di due convegni. Il 2 settembre, alle 18.30, si terrà il convegno dal titolo “Il Cilento: un set in un ambiente protetto”. L’incontro sarà moderato dalla conduttrice di Linea Blu Rai Uno Donatella Bianchi e si svolgerà nell’area pedonale Porta delle Gatte (antistante la sede dell’Associazione Pescatori).
Il 9 settembre, alle 17.30, al Castello dell’Abate il tema del convegno sarà “Benvenuti a Tavola: dal Nord al Sud gli italiani uniti nel gusto”.

Matrimonio tra Gorgonzola e “Zizzona”. Sempre il 9, al termine del convegno, si terrà un gemellaggio enogastronomico di tutto rispetto: tra il Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana dop e del Gorgonzola dop, i due formaggi indiscussi protagonisti della sceneggiatura di benvenuti al Sud. Un gemellaggio enogastronomico che coinvolgerà anche la Provincia di Salerno e la Provincia di Novara con i rispettivi presidenti Edmondo Cirielli e Diego Sozzani e gli assessori all’Agricoltura.

Nella stessa serata, alle 19.00, il Consiglio Comunale di Castellabate si riunirà in seduta straordinaria nella corte interna del Castello dell’Abate per conferire la cittadinanza onoraria ad Alessandro Siani.
Mentre alle 20, in Piazza Lucia a Santa Maria, apre i battenti “Ve l’avita mangià”, un percorso enogastronomico in cui sarà possibile degustare e acquistare alcuni tra i migliori prodotti tipici del Cilento (presenti tutti i presidi Slow Food) e le eccellenze della provincia di Novara..
Alle 21.30 si terrà una cena su invito dal titolo “Da 150 anni gli italiani uniti a tavola” con un menu a base di prodotti delle province di Salerno e Novara cucinati dagli chef Rosanna Marziale per il sud e Gianluca Corradino per il nord.

Intrattenimento musicale. Il programma prevede diversi spettacoli. Giovedì 1 settembre ore 21.30 “Cilento Brass – colonne sonore” (piazza comunale San Marco di Castellabate). Venerdì 2 settembre ore 21.30 Sasà Mendoza “Guardando il mare” (spiaggia antistante la Chiesa di Santa Maria a Mare). Martedì 6 settembre ore 21.30 Mauro Di Domenico plays Morricone (Castello dell’Abate). Gran finale venerdì 9 settembre, dalle ore 22, sulla spiaggia Marina piccola si balla sotto le stelle con “Robertino e i Luna Nova”, ospiti cast e produzione di Benvenuti al Sud . L’evento si concluderà a mezzanotte con i caratteristici fuochi pirotecnici di Castellabate.jamm2

Ufficio Stampa Comune di Castellabate
urp@comune.castellabate.sa.it
Tel. 0974.962321
(Paola Desiderio Cell. 339.7422713)

Lug
27
Giu
22
Filed under (Argomenti vari) by Blog Admin on 22-06-2011

logo divini JPG

Le aziende accreditate:

Baglio di Pianetto

De conciliis

Casula Vinaria

Elena Walch

…Cilentum

Mila Vuolo

Paternoster

Terra di Vento

Alvise Amistani

Polito

Mastroberardino

Feudi di San Gregorio

Case Bianche

Tenuta Mainardi

Azienda vinicola Marino

Viticoltori Verrone

Feudi di San Marzano

Azienda Agricola Reale

Marisa Cuomo

Le vigne di Raito

Casa Setaro

Tommasone d’Ischia

Cantine Barone

Azienda San Giovanni

Le Bertole

Villa Diamante

Tenuta Cavalier Pepe

Villa Diamante

Alfonso Rotolo

Argiolas

Petrera

Tenuta del Fasanella

Nativ srl

Casa di Baal

Maiulo

Colli di Castelfranci

Azienda Agricola San Salvatore

Azienda Agricola Biologica, VIO GIOBATTA

Oleificio Roccia (Puglia)

logo divini JPG

Giu
22
Filed under (Argomenti vari) by Blog Admin on 22-06-2011

Immagine

PROGRAMMA
PAESTUM WINE FESTIVAL 2011
17 & 18 LUGLIO 2011
GRAND HOTEL TENUTA LUPO*****

DOMENICA 17 LUGLIO 2011
Start ore 11:00
“Fuori salone” c\o Lido Mediterraneo – Località Laura di Paesum, via dei Lidi
La stilista Silvia Pescatore in arte “Sivus”, presenterà in anteprima i suoi abiti disegnati appositamente per il I° salone del vino nazionale.

Moda abbinata al più fresco evento “FichiMori Red Passion” con le musiche degli “Anima Partenopea”, riscalderanno gli animi per una festa all’insegna della qualità e del divertimento.
Fashion Wine Style 2011 apsettando l’apertura del Paestum wine festival.
Ingresso gratuito
Info: www.diviniassaggi.it
mobile: +39 339 69 64 334

Domenica 17 Luglio 2011
Start ore 18:00 – Grand Hotel Tenuta Lupò
Apertura del Paestum Wine Festival 2011
“I° Salone nazionale del vino”

Ore 18:00 le aziende vinicole presenti apriranno agli ospiti il loro nettare e si confronteranno con operatori ed esperti del settore enogastronomico.

Ore 19:00 Corso di approccio al vino a cura della FISAR Salerno coordinato dal delegato di Salerno Alberto Giannattasio (post. max 30 persone solo su prenotazione da effettuare all’indirizzo e.mail paestumwinefestival@diviniassaggi.it. Corso Gratuito)

Ore 20:00 Reality Culturale “Wine Bar” ideato e condotto dal Dott. Galliano;

Ore 21:00 Verticale dell’azienda vinicola Marisa Cuomo, vino “Fior D’uva” a cura della FISAR Salerno coordinato dal delegato di Salerno Alberto Giannattasio (post. max 30 persone solo su prenotazione da effettuare all’indirizzo e.mail paestumwinefestival@diviniassaggi.it. Corso Gratuito)

Ore 22:00 Direttamente da Portocervo, Stefania Asole in arte Stefania Borromeo presenterà in esclusiva assoluta la collezione di abiti ” Amalphy”. Modelle sfileranno indossando gli abiti disegnati appositamente per l’evento Paestum Wine Festival e in anteprima assoluta le ragazze oltre ad indossare i preziosi e lussureggianti vestiti faranno sfilare le aziende vinicole con i loro prodotti.

Ore 23:30 Happy B-day “diVini assaggi” – Buon Compleanno diVini assaggi. Festa di compleanno con le musiche degli “Anima Partenopea” e stappa stappa “FichiMori Red Passion”.

Ingresso Gratuito, ma riservato solo ai possessori di invito, ai soci dell’associazione enogastronomica diVini assaggi e tutti coloro che si accrediteranno inviando una e.mail con i propri dati all’indirizzo web: paestumwinefestival@diviniassaggi.it

Lunedì 18 luglio 2011
Start ore 15:30 – Grand Hotel Tenuta Lupò
Apertura del Paestum Wine Festival 2011

Ore 15:30 apertura dei banchi di assaggio delle aziende vinicole presenti

ore 16:00 Reality culturale “Wine Bar”:l’enoteca provinciale di Salerno con il suo Presidente incontrerà i ristoratori per discutere di strategie per la conoscenza del vino salernitano

Ore 18:00 Estrazione in diretta del premio “As. Mo. Dus” la lotteria di beneficenza dove il ricavato sarà devoluto interamente per iutare i bambini poveri delle favelas dell’Argentina

Ore 21:00 Chiusura del Paestum Wine Festival

Feb
28
Filed under (Argomenti vari) by Blog Admin on 28-02-2011

 

loca unità italia

 

Gran bella iniziativa al ristorante il Gallo e la Perla di Paestum.
Menù che uniranno le tradizioni culinarie italiane

Info: 3395202930

Feb
17
Filed under (Argomenti vari) by Blog Admin on 17-02-2011

scuba-diver-on-wine-glassIntervista di Gaetano Cataldo a Mariano Murru

“Il vino è la poesia della terra”, diceva Soldati e l’enologia, aggiungerei, è la metrica di questa millenaria poesia. E’ forse la scienza più passionale ed appassionata, professata con impegno ed amore: amore per il territorio, per la tradizione e la natura. La storia del vino italiano, purtroppo, non è soltanto una storia d’amore e dedizione: l’86 e il metanolo, il Vinitaly del 2008 e, successivamente, Brunellopoli, i pesticidi e lo smaltimento pirata delle acque da reflui enologici ne sono un drammatico esempio. Ma altrettanto scandaloso in Italia è arrivare a pensare che si possa uscire dalla crisi e promuovere il “made in Italy” con i cosiddetti vitigni “migliorativi”, che il costo della qualità del vino sia troppo alto rispetto al costo delle uve impiegate e che il gusto del vino debba essere suggerito da riviste di settore, dalla moda e dalla globalizzazione. Inaccettabile per un Paese, il nostro, che vanta ben oltre 300 varietà viticole da valorizzare e un’antichissima tradizione enoica trasmessaci dai grandi padri della letteratura naturalistica latina con i loro trattati, Sante Lancerio e Francesco Scacchi con le loro esperienze e il messaggio di quanti, come Luigi Veronelli, hanno saputo e sanno “dialogare” col vino. E Mariano Murru, Enologo delle Cantine Argiolas di Serdiana, è uno di loro. Classe del ’69, Sardo, miglior Enologo nel 2009, ricercatore in ambito regionale, nazionale ed internazionale per progetti scientifici, redige articoli per diversi “magazines” di settore. Elegante, rispettoso dei collaboratori…gli piace circuirsi di persone preparate e adora la buona educazione. Potremmo forse sapere dei suoi ultimi viaggi, dei suoi ricordi di giovane studente a Conegliano, oppure qualche aneddoto che lo riconduce alla memoria del compianto “Tziu Antoneddu”, d’altronde è un uomo d’amore, di amore per la sua terra, per la sua famiglia e dedito agli affetti, però non si sbottona facilmente. Basta chiedergli però dei suoi progetti per il futuro per fargli brillare gli occhi e sentirlo parlare con rapimento e passione del suo lavoro. E’ responsabile del progetto “Vinex”: una ricerca ambiziosa dedicata all’innovazione per valorizzare al massimo le componenti aromatiche delle uve, per il recupero dei principi alimentari attraverso le componenti antiossidanti dai sottoprodotti di lavorazione delle uve e per la caratterizzazione dei vitigni tipici; inoltre si sta occupando di ottenere un vino “no alcool” e col progetto “Sulphree”, in cui sono anche altre aziende europee, si sta impegnando ad individuare additivi naturali capaci di sostituire l’uso di anidride solforosa nel vino. Insomma, Mariano Murru e’ uno dei fautori del rinascimento italiano dell’Enologia ed è per questo che Mediterranea gli ha rivolto alcune domande mirate a conoscere il futuro del settore enologico in Italia:

Restituire centralità a natura e territorio sembra l’unica via di salvezza per riqualificare il nostro settore enologico. Cosa suggerisce?
L’Italia possiede un panorama ampelografico ampio e unico ma ancora non pienamente valorizzato. Lo studio più approfondito di questo patrimonio unito al rispetto e alla riscoperta del territorio e delle tradizioni può costituire il valore aggiunto non eguagliabile dai nuovi paesi produttori.

Si direbbe, oggigiorno, che il tema del territorio sia un argomento inflazionato mentre parlare di “biologico” o “biodinamico” una contraddizione in termini: non si usano i lieviti indigeni, le piogge sono acide e si fa largo impiego di pesticidi. E le acque da reflui enologici dove vanno a finire?
Credo che la centralità della natura e del “Terroir” sia una via fondamentale per riqualificare il Bel Paese. Anche le aziende vinicole che fino ad oggi hanno usato sistemi convenzionali, stanno sperimentando nuovi protocolli da utilizzare in campo viticolo al fine di ridurre al minimo l’impatto ambientale; in ambito enologico l’uso della chimica è stato ridotto drasticamente a favore delle bio tecnologie. Dunque in futuro tutte le aziende vinicole, non solo quelle definite biologiche o biodinamiche, saranno più rispettose dell’ambiente e del territorio, in quanto questo fattore è divenuto di grande importanza per tutti. E il progetto “Magis” ne è un esempio.

Quali valori umani e deontologici, quindi, dovrebbero qualificare un enologo? E un enologo italiano?
L’obiettivo dell’enologo del terzo millennio è senza dubbio quello di ridurre sempre di più l’utilizzo di prodotti chimici sia in campagna che in cantina, utilizzando maggiormente sistemi biologici e biotecnologie più rispettose dell’ambiente e del consumatore. L’enologo italiano come già detto, dovrebbe cercare di valorizzare al meglio il patrimonio viticolo disponibile riscoprendone tutte le potenzialità.

Troppi interessi per troppe categorie coinvolte nell’affare vino e intanto, in nome di chi o cosa, si espiantano vigneti da 50 mila euro all’ettaro? Chi dovrebbe tutelare il nostro patrimonio e tracciare le linee guida per il futuro vitivinicolo italiano?
Alcune proposte della Comunità Europea per limitare l’eccedenza vinicola nei mercati ha creato danni incalcolabili sul patrimonio storico e paesaggistico del nostro paese; purtroppo è mancata la sensibilità delle istituzioni nel capire l’importanza sociale e culturale della preservazione del paesaggio viticolo; la Francia ad esempio ha diverse zone viticole inserite nel patrimonio dell’Unesco. L’Italia in questo senso ha ancora, sopratutto in alcune regioni, tanto da fare. In ambito regionale i consorzi di tutela, in collaborazione con gli enti istituzionali, saranno chiamati a fornire le direttive sul futuro della vitivinicoltura. A livello nazionale il Ministero delle Politiche agricole e i Comitati preposti, dei quali fanno parte le associazioni di categoria, dovrebbero concordare ed attuare nel migliore dei modi le direttive che arrivano dalla Comunità Europea, purtroppo non sempre utili ed applicabili in maniera positiva su tutto il territorio.

Alcuni produttori antepongono il loro stesso marchio al territorio e ciò crea, inequivocabilmente, separazione tra loro. Come accordare l’Italia del vino proponendo l’esempio di chi, all’estero, ostenta coesione, spirito di gruppo e identità vinicola nazionale al fine di conseguire risultati comuni ed evitare l’omologazione del prodotto? A proposito, oltre l’Italia, quale paese produttore di vino vede con ammirazione e perché?
Un ruolo fondamentale dovrebbe essere svolto appunto dai consorzi di tutela, che hanno il compito di preservare e promuovere i vini di un determinato territorio nell’interesse dei produttori e dell’intera comunità. All’estero le istituzioni preposte dovrebbero, in collaborazione con i consorzi, offrire un’immagine migliore dell’Italia e dei suoi prodotti, soprattutto in maniera costante e continuativa negli anni. Il prodotto italiano è ancora molto amato nel mondo, si dovrebbe probabilmente proporlo meglio. Il paese alla quale guardo sempre con ammirazione è la Francia perché fa sempre scuola sul concetto di valorizzazione del territorio e di promozione dei propri prodotti con efficacia.glass_wine_break

Esistono tutt’oggi le sfumature che un tempo contraddistinguevano la filosofia della scuola enologica italiana dal modello francese, spagnola e del Nuovo Mondo?
Le tecniche viticole ed enologiche innovative si diffondono oggi con maggior facilità rispetto al passato, ma ciò non toglie che soprattutto le regioni viticole del vecchio mondo mantengano un legame molto forte con il territorio ed un’identità ben distinguibile da regione a regione.

La moda sembra indurre a consultare i “wine advocate” di turno e, di conseguenza, “bere” etichette piuttosto che vino. Si tralascia l’ interpretazione oggettiva e di ricordare ciò che il vino dovrebbe evocare. Qualcuno però guarda con sospetto al tannino “disciplinato”, ai colori suadenti, ai profumi che troppo in fretta si rivelano… ai vini troppo perfetti insomma. Quale chiave di lettura dovrebbe suggerire l’enologia etica e come dovremmo valutare il vino?
Credo che una corretta enologia debba esaltare le caratteristiche positive del vitigno e del territorio in cui si trovano vigneti importanti, vale a dire esprimere il concetto di “TERROIR” molto utilizzato dai nostri cugini francesi e che non è altro che il risultato delle tre componenti: uomo (viticoltore ed enologo)- vitigno – ambiente. Per quanto riguarda i giornalisti di settore, come tutti noi, non hanno un giudizio del tutto oggettivo, in quanto subentra inevitabilmente all’assaggio una parte di soggettività legata anche al gusto personale. In ogni caso ho avuto modo di constatare che alcuni giudizi espressi da un noto giornalista, che dirige una delle riviste chiamate in causa, si sono confermati pienamente a distanza di anni, in particolare in termini di longevità. Il vino rosso da lungo invecchiamento deve essere, tra le altre cose, dotato di un ottimo corredo polifenolico sia in termini di quantità che di qualità come dimostrato ampiamente dall’enologia moderna e questo è già un elemento valutativo di per sé. Risulta assai difficile giudicare perfetto un vino, anche per via della soggettività del giudizio. Esistono vini semplici ma allo stesso tempo godibilissimi e, viceversa, dei vini particolari che hanno bisogno di una degustazione e di un abbinamento più attento per evidenziare al massimo le proprie potenzialità. Direi che il tutto va contestualizzato e in ogni caso mi sentirei di dire che il buon vino debba, pur nelle sue svariate espressioni, sempre appassionare. Infine l’etichetta di un produttore di buona qualità, in genere, infonde fiducia nel consumatore grazie alla costanza qualitativa dimostrata negli anni.

Cambiano certi ideali, i costumi del tempo e anche la concezione del bere. Esiste ancora un’analogia del bere il vino oggi rispetto al passato?
Il filo conduttore tra il vino di ieri e quello di oggi potrebbe essere la tradizione di consumare il vino in abbinamento ai pasti, in particolare con la dieta mediterranea dove è comprovata la sua azione positiva dal punto di vista salutistico e dunque assolutamente non può essere considerato alla stessa stregua dei superalcolici e di altre bevande di cui si fa un uso non corretto.

Però è dal 2003 che le vendite di vino del nuovo mondo sono aumentate, gusto “piallato” e a buon mercato certo, ma con risultati talvolta migliori dei nostri vini in tetrapak. Agli italiani dovrebbe davvero costare tanto la qualità, persino quella “ordinaire”, del vino? Perché i costi del prodotto finale sono così alti rispetto alla materia prima?
L’Europa non può competere con i paesi del Nuovo Mondo sui prezzi di produzione e sui costi del prodotto finito, a causa sopratutto della diversa estensione delle superfici vitate, della quasi assenza di vincoli e del costo molto basso della manodopera. Per questo motivo è importante legare il vino al nostro territorio così ricco di tradizioni e di storia che costituisce il valore aggiunto più prezioso. Per quanto riguarda il prezzo finale sarebbe davvero auspicabile che diminuisse con una migliore organizzazione della vendita; la quota spesa per la distribuzione va ad incidere fortemente sul prezzo finale creando dei danni al consumatore e non certo dei benefici per il produttore.

500 e più denominazioni in Italia dovrebbero rappresentare un indotto occupazionale sufficiente per i sommelier e ne andremo a formare 10.000 in Cina. Cosa ne pensa?
L’Associazione italiana sommelier svolge un’importante attività di formazione e di educazione al vino e potrebbe, se adeguatamente supportata dagli enti preposti (consorzi di tutela e associazioni di categoria), svolgere questa azione di promozione del territorio e dei prodotti anche all’estero. La corretta educazione al buon bere il vino, unita alla promozione del territorio, è fondamentale per l’introduzione nei nuovi mercati ma chiaramente va supportata da programmi ben articolati e a lungo termine.

A cosa non rinuncerebbe mai Mariano Murru l’uomo e, a cosa, l’enologo?
Ai miei cari e ad alcuni sani principi che contraddistinguono la mia vita; come Enologo non rinuncerei mai a lavorare senza passione.

Da enologo e buon padre di famiglia che consiglio darebbe a un giovane che voglia intraprendere la sua strada?
Gli direi che per ottenere grandi risultati nella vita come in questo mestiere occorrono tanto impegno e tanta passione.

Cosa auspica a chi, come lei, ama il vino?
Il desiderio nonché un augurio è quello che il vino sia sempre strumento di gioia.glasswine. Broken.

Gaetano Cataldo – sommelier professionista- fiduciario diVini assaggi agro – nocerino (SA)

www.diviniassaggi.it